#Adesso

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Caro Matteo,

domani (oggi, ndr) andrò a votare per te nella convenzione del circolo napoletano del Pd cui mi sono iscritto. Dopo una ventina d’anni ho ripreso una tessera di partito, solo per sostenerti in questa campagna congressuale. Al momento sei l’unica risorsa a disposizione per il paese (e naturalmente per il Pd, unico soggetto politico degno di nome), dopo la catastrofe del 4 dicembre. E io sento la responsabilità di non contribuire – nel mio piccolo – allo sfascio totale. Per questo domani ti voterò convinto, dopo averti sostenuto per anni, riscoprendo finanche – grazie a te – una curiosità, a tratti un entusiasmo per la politica che da molto tempo avevo perso.

Però vedi di non farmelo riperdere, questo rinnovato interesse. Perché da domani o cambi o sei finito, almeno per quanto mi riguarda. 4 mesi di confusione politica e balbettii dopo lo shock referendario bastano e avanzano. E non me lo tengo il tuo ennesimo annuncio (“Dopo il 30 aprile cambierà tutto”). No, deve cambiare tutto adesso.

Adesso devi smettere di rincorrere i grillini sul loro terreno (ma ti rendi conto, stai facendo esattamente come Bersani!), non rompendoci più i coglioni con ridicole storie di vitalizi, stipendi e diarie, e combattendo invece sul fronte della modernità il loro cupo progetto reazionario, fatto di campagne oscurantiste, decrescita infelice, chiusure sovraniste, sostegno alle corporazioni.

Da adesso, e fino alle elezioni, devi rivendicare senza cedimenti tutte le buone riforme che hai fatto, e lavorare di concerto con il governo Gentiloni per continuarle e completarle, non per contribuire ad abbatterle (scuola, lavoro, PA). Solo così potrai, l’anno prossimo, rivendicare i risultati di una buona legislatura e avere dalla tua parte molti italiani con la testa sulle spalle.

Adesso devi mettere in cantiere un programma di nuove riforme. Non quella sbobba illeggibile della tua mozione congressuale, ma poche misure radicali per far crescere i mercati, la concorrenza e la produttività: le sole condizioni per creare lavoro. Unica vera piattaforma in vista delle elezioni del 2018.

Adesso (a-des-so) devi mettere mano alle amministrative di giugno. Non domani. Invece di fare la più stupida e controproducente delle polemiche contro il Grillo-dittatore di Genova (ma chi se ne frega?), devi trovare un candidato presentabile e andare a vincere le elezioni. Lì e – non dico in Sicilia, dove la partita è andata, perché il disastro crocettiano non è recuperabile – nell’altra ventina di capoluoghi dove si voterà. Metterti a caccia di persone, questo devi fare adesso. Nuove o vecchie che siano, purché credibili e vincenti.

Tutto ciò, e molto altro ancora (un sostanzioso lavoro su te stesso per conquistare maggiore serenità, un definitivo cambio di vocabolario con abolizione di giochi di parole e calembour, e anche la perdita di qualche chiletto), devi farlo (cominciare a farlo) subito. Anche se domani ti voterò, della partita congressuale, dello spento Orlando e dell’impresentabile Emiliano, non mi frega niente. Voglio che tu torni a parlare all’Italia da leader. Adesso.

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Oggi è un giorno straordinario e simbolico.. Oggi si celebra qualcosa che deve tenerci tutti uniti.
    Oggi e adesso bisogna compiere una grande cambio di passo per andare verso le tanto auspicate riforme di cui l’Italia ha bisogno. Le sfide sono dure. Il clima pesantissimo Tu, Matteo, devi essere lucido e forte come mai prima.
    Prendi tutte le energie da questo splendido movimento europeista e da questa importantissima giornata.
    Non facciamoci rubare il futuro per miopia.
    Vai e vinci.
    Tenendo ben piantati i piedi a terra e lo sguardo ben puntato sui veri obiettivi da raggiungere!
    Come on! Per un’Italia riformista e liberale in un’Europa rinnovata e unita!!!

  2. Gennaro Lubrano Di Diego

    Condivido tutto.
    Salvo il giudizio sulla Buona Scuola.
    Una pessima legge, intrisa di provincialismo economicistico, ambiguità, incompiutezze, che moltiplica i difetti del centralismo e di false autonomie…e che ha armato la mano agli idioti.

  3. caterina

    “…e anche la perdita di qualche chiletto…” bene andiamo verso la fase dell’edonismo renziano.

    1. Adriano

      eppure sono d’accordo con Claudio .

  4. eshun

    L’ha ribloggato su Aforismie ha commentato:
    sottoscrivo in pieno.

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